Come nasce un libro

Perché ho scritto “Alla ricerca dei colori perduti”

Qualche anno fa ci fu a Napoli, dove vivo, la cosiddetta crisi della spazzatura. Montagne di sacchetti, sui marciapiedi e agli incroci, svettavano verso il cielo, spandendo nell’aria il proprio olezzo, e diffondendo lungo l’Italia l’immagine dei napoletani  sporcaccioni, incapaci di mettere una busta in un cassonetto. Quello che al resto d’Italia non veniva detto era che la spazzatura restava a decorare le strade di Napoli perché era saltato il sistema di raccolta, a causa di gravi truffe e conseguenti indagini della magistratura.

Avevo cambiato casa da pochi giorni e non ero ancora pratica del quartiere quando mi capitò di non riuscire a tornare a casa. Alcuni cittadini, esasperati, avevano trascinato al centro della carreggiata i famigerati sacchetti, per bloccare la circolazione e costringere l’amministrazione a raccoglierli. Dopo aver chiesto informazione ai passanti e fatto un lungo giro, riuscii a rincasare, delusa e schifata.

Erano 20 anni che facevo la raccolta differenziato, che evitavo di acquistare prodotti con troppi imballaggi, che mi portavo nella borsa il mio bicchiere… e questo era il risultato.

Cosa succederebbe, mi venne da pensare, se una di quelle montagnole di pattume si mettesse in movimento e con i suoi piedi e la sua testa, marcia, sì, ma indignta, andasse a chiedere ragione del disastro… a chi? In una città grande come Napoli non è facile trovare i responsabili e io, forse, difetto di senso pratico, ma non di fantasia: era appena nato il “Mostro Caotico”, uno dei personaggi della storia.

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Il resto venne da sé: il magico “Gatto Armonico” che, tra colori e filastrocche, accompagna Luca e Silvia in un viaggio nei vari ecosistemi, per scoprire le conseguenze negative dei comportamenti superficiali e, al contrario, i vantaggi delle piccole “scocciature” quotidiane: raccogliere le cartacce, chiudere il rubinetto, riutilizzare un oggetto; variopinto Gatto che guida i protagonisti allo scontro finale con il grigio Mostro, minaccioso conglomerato di spazzatura, con brutti pensieri per la testa, destinato a essere sconfitto dalla forza dell’amicizia e della bellezza, affinché il mondo, pulito e colorato, sia una comoda casa per tutti.

Una storia semplice, a misura di bambino, dove non ci può essere spazio per analizzare le cause criminali del degrado ambientale, ma che può gettare un seme nella fertile terra della loro intelligenza, perché domani possano germinare soluzioni contro mostri ben più delittuosi.

Quando incontro i miei piccoli lettori mi meraviglio sempre nel vedere il piacere con cui leggono questa storia, che è simpatica ed emozionante, ma necessariamente un po’ didattica. Ma i bambini sono pieni di speranza e di forza, e vedo brillare nei loro occhi i cieli azzurri, il verde dei prati, il rosso dei tulipani, che sbocceranno domani, il colore della concordia e della pace, in cui loro credono, che loro vedono… e allora ci credo anch’io.

Maria Strianese

Come nasce un libroultima modifica: 2017-03-01T12:18:51+01:00da marialogos