Come nasce una scrittrice

Come nasce una scrittrice (se ha qualcuno interessa)

Sono nata a Napoli, nel secolo scorso. Napoli mi piace, è una città musicale. Le parole pure sono musica. Sono nata in una casa un po’ isolata, ma con una terrazza per giocare e da cui si poteva ammirava tutta la città di Napoli, il mare e il Vesuvio.

Ho imparato a leggere e scrivere a sei anni, a scuola, come tutti. Il primo libro che ho letto, regalo per il carnevale, era la storia, tristissima, di un elefantino che esce, un bel mattino di sole, con la giaccanuova, ma subito la sporca. Nonostante questo inizio tragico ho continuato a leggere. Poiché non avevo ancora libri miei, leggevo quelli di mio fratello, libri di avventure per maschi, come si usava allora.

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Ben presto ho cominciato anche a scrivere, imitando il “Giornalino di Gianburrasca” (lo conoscete?). Mi costruivo dei libricini, usando le pagine dei quaderni, dove scrivevo storie e filastrocche.

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Da grande volevo fare la scrittrice, ma tutti mi dicevano che era impossibile. Ci ho quasi creduto anch’io, ma ho continuato a scrivere, per fortuna. A mano a mano che crescevo in altezza le mie storie crescevano in lunghezza.

Facevo anche tante altre cose: disegnavo, fotografavo, danzavo, ma le parole erano le mia passione irrinunciabile.

Il mio primo libro fu pubblicato pure nel secolo scorso, in coincidenza con la mia laurea, e fu una grande emozione. Era la storia di un clown e delle sue avventure, in viaggio con il circo.

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Anche io ho viaggiato, un poco. Ho vissuto a Lisbona. Ho tenuto una libreria, per 11 anni. Mi sono sposata. Ho continuato a scrivere.

Ora vivo con mio marito e tre gatti sulla collina dei Camaldoli, che sovrasta la città di Napoli, fra orti e vigne. Sì, anche la natura è una mia grande passione e mi piace vivere all’aperto.

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La mattina mi sveglio, mi siedo alla scrivania è scrivo: ho realizzato il mio sogno. Appena arriva la primavera prendo il computer portatile e mi trasferisco sul balcone, al sole, per scrivere.

Nelle storie che scrivo e negli incontri con i bambini mi piace parlare del nostro mondo, di come potrebbe essere ancora più bello se fosse rispettato e amato; di come potremmo essere tutti più felici se ci prendessimo cura gli uni degli altri.

Con la bella stagione mi piace pure portare i libri in giro, nei parchi, nelle piazze, dove non ci sono librerie, per leggere storie, giocare con i libri e stare al sole. È un po’ faticoso, perché i libri pesano, ma mio marito mi aiuta.

Scrivere è un’attività solitaria perciò ho bisogno spesso di andare in giro, incontrare persone e bambini. Uno scrittore deve vivere a sensi aperti, sapete, guardasi bene intorno, ascoltare i discorsi della gente, perché da ogni dettaglio può nascere una storia.

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Quando ho tempo mi metto a pasticciare con la carta e i colori, a costruire libri artigianali e cose fantasiose e inutili, con i materiali che raccolgo e conservo nel “bidone delle sorprese”. Organizzo dei laboratori con i bambini per liberare la fantasia e giocare con le parole e la bellezza, e condividere con loro la mia passione per i libri.

Il Gatto Armonico e il protagonista del libro “Alla ricerca dei colori perduti”, ma ormai è diventato il mio alter ego, cioè un altro me stesso, infatti mi sento un po’ gatto, curioso e giocherellone, e variopinto.

Ci vediamo in giro… miao!!!

Come nasce una scrittriceultima modifica: 2017-03-01T13:19:46+01:00da marialogos